venerdì 18 maggio 2018

A CONJURING OF LIGHT - V.E.Schwab

Finalmente dopo mesi e mesi sono riuscita a finire una serie iniziata l'anno scorso, e sono molto orgogliosa perchè l'ho letta tutta in inglese. Non è stato facile perchè non ho mai letto tanto in inglese e sto cercando di migliorare per cui sono molto soddisfatta. 
Si tratta ovviamente della mia amata V.E.Schwab con una delle serie che amo di più, A darker shade of magic. Sono seriamente innamorata di questa serie, resenta l'ossessione, ma cercherò di controllarmi e di scrivere cose comprensibili. 

Titolo:  A conjuring of light (A darker shade of magic #3)
Autore: V.E.Schwab
Editore: Titan Books
Pagine: 336
Trama: The precarious equilibrium among the four Londons has reached its breaking point. Once brimming with the red vivacity of magic, darkness casts a shadow over the Maresh Empire, leaving a space for another London to rise. Kell begins to waver under the pressure of competing loyalties. Meanwhile, an ancient enemy returns to claim a crown and a fallen hero is desperate to save a decaying world…
[Trama tradotta da me]: Il precario equilibrio tra le quattro Londre ha raggiunto il punto di rottura. Una volta traboccante di palpitante magia rossa, l'oscurità proietta un ombra sull'Impero Maresh, lasciando spazio a un'altra Londra per risorgere. Kell comincia a vacillare sotto la pressione delle lealtà in campo. Nel frattempo, un antico nemico ritorna per reclamare una corona e un eroe caduto vuole disperatamente salvare un mondo che sta andando in rovina...
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Parlare di questo libro senza fare spoiler sui due precedenti sarà quasi impossibile, ma non essendo ancora stati pubblicati in Italia gli ultimi due volumi, cercherò di fare meno spoiler possibili restando un po' sul vago, anche se non prometto nulla, per cui siete avvertiti.

Trovate QUI la mia recensione di A darker shade of magic e QUI quella di A gathering of shadows

Questo libro riparte esattamente dove si era interrotto il secondo capitolo, un cliffhanger come quello credo di non averlo mai incontrato in vita mia. La scena è esattamente interrotta sul più bello (o meglio, sul più brutto) e qui riprende tutto proprio da quei personaggi e da quella situazione che là restava in sospeso. Ancora una volta Red London è in pericolo, ancora una volta l'oscurità sta minacciando questo mondo, un nemico tanto folle quanto potente vuole conquistare la città per farla risorgere a nuova vita. Come sempre a lottare contro le ombre toccherà a Kell e ai Maresh che governano Londra. E' la loro città e sono loro a doverla proteggere e difendere. Però non è così semplice, dovranno organizzarsi e studiare un piano adatto per sconfiggere questo cattivo, e per farlo dovranno unire le forze con altri personaggi cui mai avrebbero pensato di chiedere aiuto. 

Mi fermo qui, non dirò altro sulla trama. E' un libro pieno di avventura e magia, così come era per gli altri, ma qui c'è anche la parte in mare, mi ha ricordato le atmosfere di Pirati dei Caraibi in alcuni punti. Ci sono anche tradimenti, lotte per il potere sia magico che non, è un libro dove i nemici devono fare fronte comune contro altri tipi di nemici.    Come sempre la Schwab scrive in un modo che adoro, con capitoli brevi come piace a me,  nonostante l'inglese, nonostante la terza persona, io mi sono immersa in questa Londra cupa, dai toni oscuri e dalle ombre che si allungano su di essa. E' un libro dove gronda la magia, il sangue, e il potere. 
La trama di per sè non è mai troppo complessa, prima di arrivare alla "battaglia" finale i nostri eroi dovranno recuperare certi oggetti, prepararsi per lo scontro. Non è difficile seguire i fatti, non ci sono intrecci complicati, ma c'è un mondo intero da scoprire, dove la magia è viva, palpitante come non mai.

Non c'è mai un momento di pausa, in ogni capitolo accade qualcosa. E oltre all'avventura, oltre ai pirati, ai ladri, e ai Re è un libro pieno di amore, per quanto possa trattare di amore una scrittrice come lei (non aspettatevi un romance ecco).

C'è l'Amore fraterno tra Kell e Rhy, quei due ragazzi così opposti che non sono veramente fratelli ma che lo sono molto più di altri (anche nel libro stesso vediamo rapporti fraterni diametralmente opposti). Dopo i fatti del primo libro le loro vite sono ancora più collegate, anzi, la vita di Rhy dipende a tutti gli effetti da quella di Kell. 

Vengono anche raccontati alcuni momenti del loro passato, anche dal punto di vista di Re Maxim e Regina Emira, che hanno dato una "nuova luce" a questi due personaggi un po' in ombra nei primi libri. Nonostante tutto, i reggenti non mi piacciono. 

Poi c'è l'Amore (più o meno romantico) tra Kell e Lila, che qui finalmente si palesa, insieme sono così carini, le scene d'amore descritte non sono tante, ma quelle presenti sono seducenti e intime senza mai essere dolci o troppo dettagliate. 

Ma il loro non è un amore semplice, Kell non è padrone della sua vita, perchè è legata a Rhy, e Lila non è una che riesce a stare fissa in un punto, lei corre, scappa, naviga, fugge via.

Anche Rhy avrà la sua parte di romance, con un personaggio che abbiamo incontrato nel secondo libro -e di cui non farò il nome- posso solo dire che questo è un amore sofferto, impossibile sotto certi aspetti eppure così giusto da far male. 
Rhy è un personaggio più presente rispetto agli altri libri, lo vedremo crescere, affrontare la situazione come un vero principe, destinato a regnare seguendo le orme del padre. Con al suo fianco Kell. Sempre. E forse, con al suo fianco anche qualcun altro.

E infine c'è l'Amore per il proprio mondo. In questo caso mi riferisco ad Holland. Holland che qui è un personaggio fondamentale, se nei primi due libri si era visto come un personaggio freddo e vuoto, inquietante (anche se mai come i gemelli Dane che qui ritroviamo nei suoi ricordi) ora lo vediamo sotto una luce diversaE' impossibile non provare empatia per lui, impossibile non dargli ragione. Ha sbagliato nei mezzi usati in certi casi, ma le sue motivazioni erano più che giuste. E' un personaggio che ha sofferto, è stato torturato, è stato sottomesso. Ma è difficile sconfiggere un Antari e lui è sempre uscito vivo da ogni situazione. Ho dovuto ricredermi su di lui, non mi ha mai detto nulla nei primi libri, eppure qui è stato centrale ed impossibile da non apprezzare (e soprattutto dopo aver trovato questa farart mi sono innamorata del tutto, tra l'altro ho letto che il suo personaggio è stato ispirato da Mads Mikkelsen e devo dire che calza a pennello).
La fine di questo libro, che conclude questa prima trilogia, è qualcosa di doloroso e bellissimo allo stesso tempo, ci sono cose che non mi aspettavo che mi hanno fatta sorridere, scelte giuste, e ci sono cose che mi hanno fatta soffrire inaspettatamente.
Ma dopotutto, il dolore ci ricorda che siamo vivi.

Pain reminds us that we’re alive.

E' inutile dire che adoro questa trilogia, ho amato ogni libro, amo la magia per come è creata e per come è gestita, mi ricorda un pochino il mondo di Harry Potter in cui mi ero immersa anni e anni fa. Quella creata dalla Schwab è una magia reale, tangibile, un elemento da plasmare. Non è qualcosa che scaturisce semplicemente dagli incantesimi, ma è nel sangue, è nelle ossa, soprattutto se ad utilizzarla è un Antari
Pure magic has no self. It simply is, a force of nature, the blood of our world, the marrow of our bones. We give it shape, but we must never give it soul.
La magia pura non ha volontà. Esiste semplicemente, una forza della natura, il sangue del nostro mondo, il midollo delle nostre ossa. Gli diamo forma, ma non dobbiamo mai dargli anima.
Adoro gli oggetti magici che la Schwab ha creato, intrinsecamente collegati alla storia, amo le parole per gli incantesimi e le parole in arnesiano che ha inventato, e grazie al cielo nella mia edizione speciale del primo libro ho anche l'elenco coi vari significati. 

Ovviamente oltre ai personaggi già "noti" dal primo libro soprattutto qui ne spuntano fuori altri, e ne vengono approfonditi alcuni prima solo appena accennati. Tutti i personaggi presenti sono interessanti, tutti hanno una peculiarità e anche se di tutti non sappiamo ancora certe cose del loro passato sono sicura che potranno essere riprese più avanti.
Non posso sbilanciarmi di più, ma fidatevi, vale la pena leggere tutto di questa serie.

Non posso che concludere con il saluto arnesiano che non è un addio ma una specie di arrivederci "fino alla prossima volta". 

Anoshe.


Crediti: le fanart che trovate in questa recensione sono opere di Ying, QUI trovate la sua pagina Instagram.

4 commenti:

  1. Ho letto la recensione a pezzi per paura di spoiler, ma mi hai convinta a dare una possibilità a questa serie :D

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    1. Ricordo che This Savage Song non ti aveva convinta, ma qui è tutto un po' diverso. Si vede che l'autrice è sempre lei, eppure è diverso. Tant'è che li firma con due nomi diversi :P
      Però io l'adoro lei, sono un po' di parte, spero ti piacerà se mai lo leggerai :D

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  2. Come sai, l'unica cosa che mi trattiene dal correre sulla lettura in lingua è che mi hanno detto che il secondo esce in italiano entro l'anno.
    Comunque, sai che dobbiamo trovarlo un bel fantasy sui pirati? Che parli solo di pirati, nel senso che inizia e finisce con quello!

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    1. Nel secondo i pirati ci sono, ma in questo proprio sembra di stare nel film dei Pirati dei Caraibi, e in un certo punto ho pure pensato alla Strega del mare della Sirenetta! Bello bello bello!! *_*
      In italiano non troveremo mai nulla del genere che cerchi tu XD

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