lunedì 30 aprile 2018

LA SCATOLA DEI BOTTONI DI GWENDY - Stephen King - Richard Chizmar

Non so se vi ho mai parlato del mio amore per Stephen King. In passato ho letto tantissimi suoi libri, e visto tanti film tratti dalle sue opere. Quando ho letto la trama di questo suo nuovo libro non ho saputo resistere e ho dovuto leggerlo. Peccato che sia così breve, quasi un racconto. 

Titolo:  La scatola dei bottoni di Gwendy
Titolo originale: Gwendy’s Button Box
Autore: Stephen King - Richard Chizmar
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 256
Trama: Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. È cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Per sfuggire alla persecuzione, Gwendy corre tutte le mattine sulla Scala del Suicidio (un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima), a costo di arrivare in cima senza fiato. Ha un piano per l'estate: correre tanto da diventare così magra che l'odioso stronzetto non le darà più fastidio. 
Un giorno, mentre boccheggia per riprendere il respiro, Gwendy è sorpresa da una presenza inaspettata: un singolare uomo in nero. Alto, gli occhi azzurri, un lungo pastrano che fa a pugni con la temperatura canicolare, l'uomo si presenta educatamente: è Mr. Farris, e la osserva da un pezzo.
Come tutti i bambini, Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E ha un regalo per lei, che è una ragazza tanto coscienziosa e responsabile. Una scatola, la sua scatola. Un bell'oggetto di mogano antico e solido, coperto da una serie di bottoni colorati. Che cosa ottenere premendoli dipende solo da Gwendy. Nel bene e nel male.

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Gwendy è una bambina cicciottella che si sente inadeguata da quando a scuola un bulletto la prende in giro per il suo peso. Per questo decide di andare a correre tutte le mattine, per dimagrire in vista del nuovo anno scolastico. Ma un giorno, sulla Scala del Suicidio (che è un promontorio dove passa sempre durante le sue corse mattutine) si imbatte in Mr. Farris, che le dona una scatola con dei bottoni colorati, dicendole che per un po' toccherà a lei prendersene cura. Questa è una scatola particolare, tirando una levetta ne escono dei cioccolatini (deliziosi e inebrianti), mentre con un'altra esce un dollaro. E poi, ovviamente, ci sono tutti quei bottoni. Ognuno di un colore diverso, ognuno che rappresenta qualcosa. Gwendy non capisce bene perchè l'uomo abbia scelto lei, e non sa bene cosa farsene di questa scatola, che sia tutto uno scherzo? Eppure, la sua scatola dei bottoni, le cambierà per sempre la vita...

Quando ho iniziato questo libro ho riconosciuto subito lo stile di King (grazie anche all'ambientazione nel Maine, come accade per la metà dei suoi lavori). Ti cattura sin dalla prima pagina, raccontandoti una storia banale che però nasconde sempre altro, e che resta avvolta da quell'aura di mistero e oscurità. In queste poche pagine conosciamo Gwendy, la vediamo crescere, la vediamo cambiare. Da quando è entrata in possesso della scatola quella è diventata una parte fondamentale della sua vita, la custodisce, e tocca a lei proteggerla e gestirla. Perchè, in effetti, quella non è una semplice scatoletta di legno con tasti colorati. No. E' qualcosa che le ha cambiato il futuro, quel giorno Mr. Farris le ha messo in mano molto di più che un semplice oggetto. La scatola è pericolosa, devastante pure, se usata nel modo sbagliato.

Non c'è una vera e propria trama, questo libro -che è talmente breve da essere quasi un racconto- è come una favola un po' creepy. Si può quasi dire che la scatola sia protagonista tanto quanto Gwendy. E' come assistere a un esperimento, cosa accadrà con la scatola in mani sue? 
Come sempre in ogni libro di King, c'è l'eterna lotta tra bene e male, cosa è giusto e cosa non lo è. Il male peggiore sono sempre gli esseri umani e le loro azioni, la scatola è solo uno strumento. Non è nè buona nè cattiva, dipende da come la si usa. E nelle mani giuste può anche fare del bene. 
Ed esattamente come potrebbero insegnarci certe favole, a cambiare il corso della propria vita sono le scelte. Gwendy è sì in possesso della scatola, ma sceglie lei con il suo libero arbitrio se, come e quando usarla. 

Ho apprezzato questa "libretto", perchè nonostante non ci sia una vera e propria trama, è avvincente e coinvolgente, diventa impossibile non voler sapere cosa farà Gwendy con quei bottoni e cosa accadrà in base alle sue decisioni.
Ovviamente parliamo di King, per cui il tutto è anche inquietante (a partire dalla descrizione di Mr. Farris fino alla scatola apparentemente innocua), tutto ha un che di oscuro, ci sono personaggi folli, alcuni depressi e soprattutto c'è anche violenza. Ma questo è il genere umano, violenza, follia e disperazione, e per fortuna a compensare il tutto, qualche volta, c'è anche la speranza.

L'unica cosa NO è che è davvero troppo breve, è vero che ci sono anche disegni che rendono il tutto interessante e aiutano a figurarsi in testa certe cose, però credo di aver letto racconti di King più lunghi di questo romanzo (vedi The Mist).


12 commenti:

  1. Sì, ma quindi che ci fa con i bottoni?

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    1. Li preme! In base a quale schiaccia succede qualcosa da qualche parte XD

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  2. Io mi unisco al commento precedente, adesso voglio sapere!!! ;)
    Mi hai incuriosita tantissimo ma questa volta non mi farò fregare! King proprio non fa per me, ci ho provato e riprovato perché un sacco di suoi libri hanno delle trame fantastiche, ma proprio non ce la posso fare!

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    1. Praticamente è quasi fosse un “telecomando”, in base a quale bottone preme succede qualcosa da qualche parte XD
      Per cui può essere totalmente distruttivo come oggetto nelle mani sbagliate. Io lo amo King, questo libro è breve ma molto tipico come temi e ambientazione :)

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  3. Anch'io adoro King (nonostante la cocente delusione rappresentata dal suo ultimo libro, "Sleeping Beauties") e non vedo l'ora di leggere questo racconto! Anche perché, ti dirò, quasi quasi ultimamente tendo ad apprezzare le sue storie brevi molto più dei suoi titanici (e ripetitivi) volumoni da 3000 pagine usciti di recente... Comunque sono felice ti sia piaciuto! :)

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    1. Ma sai che a me Sleeping Beauties intrigava? Se mi dici così abbandono l'idea, mi spaventava proprio la mole XD

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  4. Mi ha ispirata fin da subito per la trama, prima o poi lo prenderò!
    E poi con la cosa della scatola e dei bottoni mi ricorda un sacco The Box - in realtà il film l'ho odiato, ma credo che il libro di Matheson sia diverso.

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    1. Non ho letto/visto The box per cui non posso fare paragoni, ma posso dirti che questo libro mi è piaciuto. Non ha una trama vera e propria ma fa riflettere sulla natura del bene e del male.

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    2. Il libro di Matheson non l'ho letto nemmeno io, ma avevo visto il film che ne era stato tratto al cinema - solo che dopo scendeva nel metafisico e non aveva più senso.
      Comunque la base è sempre quella: alla coppia formata da Cameron Diaz e James Marsden si presenta un uomo che offre loro una scatola e hanno 24 ore di tempo per decidere cosa fare: se premono il pulsante all'interno riceveranno un milione di dollari ma una persona morirà.

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    3. Ah, allora ho presente ora che mi dici la trama. Diciamo che come idea è così, ma con u arco temporale più ampio che tratta anni di vita di Gwendy. Ma soprattutto questo è forse più creepy, qualche scena violenta e alcune un po’ inquietanti, insomma molto King XD

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  5. Ma sono l'unica a cui questo libro ha lasciato l'amaro in bocca?! E' vero che la trama e l'inizio incuriosiscono molto però l'ho trovato abbastanza inconcludente... di fatto non succede un granché e il finale lascia molto a desiderare!! Marta - lettricitralestelle

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    1. Hai perfettamente ragione, non c'è una vera trama, è solo un pezzo di vita di Gwendy in cui è lei la custode di questa scatola. Ma è tutto il contesto e le varie implicazioni di cosa potrebbe succedere schiacciando i pulsanti che rende interessante il tutto secondo me. Per come conosco King l'ho trovato molto tipico questo racconto, anche se decisamente troppo breve. Però ci sta che a te non sia piaciuto :)

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