giovedì 5 aprile 2018

IL MERCANTE DI MORTE - Lisa Henry - J.A. Rock

Quando mi sono imbattuta nel precedente volume di questa serie ammetto di averlo letto solo per la ciambella in copertina. Non mi aveva convinto del tutto, ma aveva delle premesse davvero interessanti (QUI trovate la recensione), per cui quando ho visto il seguito (anche se questa cover mi garba un po' meno) ho dovuto continuare la storia di Henry e Mac. E non ne sono rimasta delusa, perchè mi è piaciuto di più del precedente!

Titolo:  Il mercante di morte (Playing the fool #2)
Autore: Lisa Henry e J.A.Rock
Editore: Triskell Edizioni
Pagine: 197
Trama: Tutto è lecito in amore e in guerra.
C’è del marcio nell’Indiana. Quando il truffatore Henry Page decide di investigare personalmente sulla morte di un anziano paziente in una casa di cura, lo fa in perfetto stile shakespeariano: travestito da donna.
L’agente dell’FBI Ryan “Mac” McGuinness ha ben più di cui preoccuparsi che non l’ultima folle idea di Henry: qualcuno sta cercando di mandargli un messaggio, sotto forma di cadavere con due pallottole in corpo. Mac deve riuscire a capire chi lo vuole incastrare prima che venga sbattuto in galera e, di certo, non ha tempo per le bravate di Henry. Inoltre, forse riuscirebbe a concentrarsi meglio se Henry non fosse così dannatamente deconcentrante con vestitino corto e parrucca.
Ma quando Mac scopre che Henry gli ha tenuto nascosto un segreto che lega i due casi, deve trovare il modo di restare dalla parte della legge mentre potrebbe essersi innamorato dell’uomo sbagliato.

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La narrazione riprende esattamente dove si era interrotta alla fine del precedente libro, Henry che fugge -ancora una volta- da Mac e dalle sue promesse di restare. Ma stavolta è la sua gemella Viola ad aver bisogno, per cui non può far altro che raggiungerla. Per Henry inizia così un'indagine molto personale, che condurrà in solitaria con i suoi mezzi fino a che non spunterà all'orizzonte Mac. Per l'agente dell'FBI, che ha già i suoi casini da risolvere, sarà impossibile non farsi coinvolgere da questa nuova follia di Henry, e volente o nolente, si ritroverà invischiato in questa storia (nonostante tutte le bugie e le promesse infrante di Henry).                                    
Mac dovrà destreggiarsi tra l'aiutare il ragazzo che gli piace -ma che dovrebbe considerare solo in quanto testimone dell'FBI e non ragazzo che gli piace- e sbrogliarsi dalle accuse che gli sono state affibbiate dal dipartimento, e forse nel farlo scoprirà che le due cose non sono poi così scollegate tra di loro. Ma dovrà anche fare i conti con l'attrazione che esiste tra lui ed Henry, problema non da poco, perchè sebbene agli antipodi, tra i due c'è sicuramente un legame, così come c'è anche la consapevolezza di essersi invaghiti dell'uomo sbagliato...

Ancora una volta i protagonisti sono il punto forte di tutto, entrambi ben caratterizzati e con numerosi siparetti che fanno tanto ridere, è impossibile non rimanere impassibili. Henry è sempre affascinante, sfuggente, ingannevole, bugiardo e molto sicuro di sè -apparentemente.   
Ma Henry aveva anche un altro lato. Un ragazzino nei panni di un adulto che fingeva di essere malvagio senza esserlo davvero. 
Qui conosciamo anche l'altra parte di Henry, ovvero Sebastian, quel ragazzo ferito e solo, che si nasconde dietro la maschera beffarda di Henry, e che nel precedente libro avevamo solo intravisto.
Mac sarà il suo difensore, il suo eroe, e per la prima volta dopo tanto tempo riuscirà a vedere Sebastian, quello vero, quello che ha bisogno di lui, quello che ha sofferto nel suo passato, quel ragazzino che si sente in colpa, che si sente sporco e inadeguato. 
Perchè sotto sotto Henry necessita -brama- l'aiuto di quel poliziotto un po' rude ma fondamentalmente buono che sembra capirlo come pochi altri. 
«Vieni qui,» disse Mac e non aspettò che gli rispondesse. Fece un passo per chiudere la distanza fra loro e strinse Henry tra le braccia. La sua fedina penale, Viola, qualsiasi cosa gli fosse capitata in passato e qualsiasi effetto avesse avuto su di lui… in quel momento nulla contava più. Henry aveva bisogno di qualcuno e Mac era lì per lui. Gli accarezzò la schiena con gentilezza. «Adesso chi si prende cura di te?» Henry gli sospirò sul collo. Mugugnò qualcosa come per dissentire ma non si scostò. 
Mac lo asseconderà in questa farsa di indagini "alla Scooby Doo" -sì, troveremo anche qui travestimenti in stile shakespeariano- ma questo li porterà a dover affrontare anche altre cose, in primis il loro rapporto. E' mai possibile fidarsi davvero di un abile bugiardo come Henry? E Henry potrà mai davvero accettare l'aiuto di un uomo di legge, che rappresenta tutto quello da cui è sempre fuggito?

Ho apprezzato questo libro molto di più del precedente, soprattutto a livello di trama. Se il primo non mi aveva convinto per l'eccessiva staticità degli eventi, qui mi sono dovuta ricredere. C'è un intreccio di trama davvero interessante, non è nulla di troppo originale forse, eppure la parte mistery è intrigante e attiva, ben sviluppata e mai lenta, accostata all'assurdità di certe scene sembra di leggere una commedia tragica ed intrattiene alla perfezione. 

Lo stile è scorrevole e si legge in un baleno, i tanti dialoghi snelliscono la lettura senza nulla togliere ai fatti che sono ben strutturati e ti invogliano a scoprire cosa succederà dopo. Ci sono tanti riferimenti a Shakespeare sia per citazioni che per situazioni (come ad esempio il titolo e i nomi di Sebastian e Viola), un insieme di tante piccole cose sparse qua e là in modo geniale.

Insomma un libro davvero bello, dalla trama interessante e divertente, dove mistery e comicità sono sapientemente mixati, con personaggi a cui è impossibile non affezionarsi e una parte romance fondamentale ma non al centro della storia (e per fortuna non sdolcinata o stucchevole). 

Il finale poi porta direttamente a desiderare il terzo volume perchè ti lascia con una scena in cui non sai se ridere o piangere (dipende da quale punto di vista vedi il tutto). Ora sono decisamente curiosa di sapere cosa ne sarà di Mac e Henry, e come gestiranno questa situazione -e il loro rapporto- in questo contesto quasi surreale per entrambi, perchè ora i ruoli si sono ribaltati, e ad avere bisogno stavolta è proprio Mac.
Non aveva un futuro con Mac, ma aveva il presente. E ora Mac aveva bisogno del suo aiuto. 

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