lunedì 5 febbraio 2018

CHIAMAMI COL TUO NOME - Andrè Aciman

Come tutti saprete -credo- recentemente è uscito nei cinema italiani (da me no....) l'acclamato film Chiamami col tuo nome, incuriosita dalla pubblicità mediatica dalla cosa, incoraggiata da un'amica che lo stava leggendo, ho deciso pure io di buttarmi in questa lettura. Sapevo che non era un m/m qualunque, non è una storia semplice, non è una storia felice. E mi sono innamorata di questo libro e dei suoi protagonisti. Per cui mi scuso da ora perchè sarò logorroica e magari sconclusionata nel parlare di questo libro.

Titolo:  Chiamami col tuo nome
Autore: Andrè Aciman
Editore: Guanda
Pagine:271
Trama: Vent'anni fa, un'estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno "l'ospite dell'estate, l'ennesima scocciatura": uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno passeggiate e corse in bici. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all'estasi. "Chiamami col tuo nome" è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che "questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta".
Dalla trama potrebbe sembrare un semplice libro che racconta la storia di due ragazzi, Elio ed Oliver, un libro come tanti altri. Eppure una volta entrati nelle pagine, si scopre che è molto di più. Questo libro racconta la mia storia, quella di mia madre, di mio padre, dei miei amici, del mio amore. Ognuno in questo libro potrebbe riconoscersi in almeno uno o due passi. Perchè è un libro che racconta la vita, tanto reale da fare male. 

Non ha una trama vera e propria, la narrazione in prima persona è affidata ad Elio, e ci porta dritti nella sua testa, vediamo e pensiamo come lui. Oliver, che è protagonista tanto quanto Elio, lo conosciamo solo attraverso lui. E se già di suo Oliver è interessante, attraverso Elio è impossibile non innamorarsene. 

Photo by Federica 
Elio ci racconta di un'estate. Quell'estate che gli ha cambiato la vita, quell'estate esattamente uguale a tutte le altre -fatta di sole e libri, di camminate e di bicicletta, di nuotate e giri in paese- eppure così diversa, quell'estate che fa da linea di demarcazione tra il prima e il dopo Oliver. Ma lo fa in modo particolare, non segue un filo logico di eventi, è un susseguirsi di giorni che inevitabilmente portano ad altri pensieri che si ricollegano ad altri ricordi. Non ci sono capitoli ma quattro parti, i periodi sono lunghi, complicati, divaganti. Eppure, nonostante queste cose siano odiose per me di solito, non riuscivo a smettere di leggere. 
Ogni frase sembra una poesia, ogni pensiero di Elio è a suo modo profondo, e l'immedesimazione in lui è tanto marcata da non poter abbandonare la lettura.

Elio è un ragazzo tormentato, si fa un sacco di problemi, di film mentali, è incerto, inesperto, non sa come comportarsi e relazionarsi con Oliver. Ma decisamente sa che vuole qualcosa da lui, e lo sa dal primo momento. Un secondo, un'ora, uno sguardo, un bacio, una vita. Però è anche un ragazzo pieno di contraddizioni, dettate dalle sue insicurezze e da quelle di Oliver. 
Volevo essere come lui? Volevo essere lui? O forse volevo solo averlo? Oppure «essere» e «avere» sono verbi del tutto inadeguati nell'intricata matassa del desiderio, per cui avere il corpo di qualcuno da toccare ed essere quel qualcuno che desideriamo toccare è la stessa cosa, sono solo rive opposte di un fiume che scorre dall'uno all'altro, poi torna indietro e infine va di nuovo verso l'altro, e ancora, e ancora, un circuito perpetuo dove le cavità del cuore, come le botole del desiderio e i buchi del tempo e il cassetto a doppiofondo che chiamiamo identità, condividono una logica ingannevole, secondo la quale la distanza più breve tra vita reale e vita non vissuta, tra ciò che siamo e ciò che vogliamo, è una scalinata tortuosa progettata con l'empia crudeltà di M.C. Escher. 
Oliver che appare così sicuro, così affascinante con la sua camicia svolazzante, freddo e crudele a volte con i suoi Dopo!, in realtà non è messo meglio di Elio. Anche lui infatti ha le sue insicurezze, i suoi dubbi e i suoi desideri. E guarda caso coincidono con quelli di Elio. Purtroppo non abbiamo un PoV di Oliver, per cui dobbiamo affidarci esclusivamente a quello che vedono gli occhi di Elio, a quello che il suo cuore percepisce.
La loro non è la semplice storiella estiva, il loro rapporto è lungo e complicato, prima di sbocciare davvero in qualcosa ci saranno silenzi e malintesi; giocheranno a rincorresi senza saperlo, e quando finalmente si troveranno il tempo sarà ormai scaduto, l'estate è quasi finita.
In un'estate costruiscono una vita. 
E... dopo?

Questa è una storia che è bellissima da leggere e da vivere. Non è allegra, non fa ridere (sebbene ci siano battute e scene piuttosto divertenti), è vera, realistica più di ogni altra storia mai letta, ha il sapore della lontananza e della nostalgia.. Ti fa sentire la mancanza di qualcosa che nemmeno conosci, oppure lo conosci e non lo sai. 

Ho amato i due personaggi e il loro rapporto, la loro storia tormentata, pura e reale. Ho amato l'unione di Elio e Oliver, che va molto oltre il semplice rapporto fisico (cosa che peraltro è solo lasciata intendere, mai esplicitamente narrato), un'unione dell'anima, della vita, della mente.
«Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio», non l'avevo mai fatto prima e, non appena pronunciai il mio nome come se fosse il suo, mi ritrovai trasportato in una dimensione che non avevo mai condiviso con nessuno prima, né mai avrei condiviso dopo.
Ho amato l'ambientazione italiana anni '80, di quei giorni passati nella casa in Liguria -non è mai specificato un paese preciso e quindi me la immaginavo come quella che conosco io- fatti di estati d'ozio e di sole, di mare, di piccoli paesi e di scorci di paradiso. 
Ho amato la parte di Roma, perchè è la parte più intensa, dove Elio e Oliver sono messi a nudo, dove diventano una persona sola. 
Ho amato i personaggi secondari, come non apprezzare Pro, il padre di Elio, oppure Mafalda, la cuoca? Per non parlare di Viola. 
Ho amato il finale, così perfetto per come la vedo io.
Ho amato anche la scrittura, così poetica e ipnotica, piena non solo di libri ma anche di musica ed arte.

Un libro che porterò sempre con me. Impossibile da dimenticare. 
Avevamo trovato le stelle, tu e io. E questo capita una volta sola nella vita. 

8 commenti:

  1. Di Elio e Oliver hai parlato tu e benissimo. Aver letto questo libro con te e le altre ragazze del nostro gruppo è stato magnifico, perchè più di tanti altri libri questo è un libro su cui si vuole discutere, del finale soprattutto, cosa che non possiamo fare qui, per ovvi motivi.
    Hai citato il Pro: il suo discorso (tra l'altro riportato per intero nel film), è una delle cose che mi porterò appresso di questo libro, assieme alla piccola Viola, lei che davvero sapeva e aveva capito quei due prima di chiunque altro.

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    1. Questa è stata una delle letture più belle del gruppo anche se non ti aspettavi mi piacesse :P

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  2. Come sai, lo sto leggendo! Al momento non mi dispiace, ma spero che ci sia presto una svolta che me lo faccia amare!

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    1. Secondo me, se sei titubante su certe scene, vedrai che le ultime due parti ti faranno cambiare un po' idea. Alla fine ci sono dei discorsi che ho amato. Ovviamente non posso parlarne qui, però quando lo avrai finito fammi sapere cosa ne pensi!

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  3. Questa recensione è l'amore, non vedo l'ora di leggere il libro. *-*

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  4. Proprio oggi ho visto la locandina di questo film nel mio paese e mi sono chiesta quale potesse essere la trama visto che non ne avevo mai sentito parlare. E niente, dopo aver letto la tua recensione mi sono già innamorata di questa storia. La leggerò al più presto :)

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    1. Ciao Maria, è una storia davvero bella, se la leggerai fammi sapere. L’ho proprio amata!

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