giovedì 23 novembre 2017

RECENSIONI DAL PASSATO - IN UN MILIONE DI PICCOLI PEZZI - James Frey

Buongiorno! In questi giorni sto leggendo Endgame di James Frey e siccome conoscevo già l’autore per aver letto tempo fa il suo libro “In un milione di piccoli pezzi” mi è venuta voglia di riprendere in mano quel libro che ricordavo tanto intenso. All’epoca della mia lettura non avevo il blog ma un semplice quadernino dove annotavo pensieri sparsi di letture varie, tra cui appunto questa. Per cui ho pensato che a cadenza assolutamente casuale potrei parlare di quei libri che non hanno avuto spazio nel blog perchè letti tempo fa, prendendo spunto dai miei appunti presi all’epoca della lettura. 

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Titolo: In un milione di piccoli pezzi
Autore: James Frey
Editore: TEA
Pagine: 459
Trama: Le prime frasi del libro di James Frey ci sbattono in faccia una situazione scioccante: un uomo di 23 anni si risveglia a bordo di un aereo in uno stato al confine tra la vita e la morte, in seguito a una sequenza di abusi di alcol e droghe della quale egli stesso si ricorda soltanto vagamente. La famiglia, sbalordita e disperata, lo accoglie all’aeroporto di Chicago per trasferirlo immediatamente in un’importante clinica di riabilitazione del Minnesota. Qui, dopo una prima visita, un medico gli garantisce che morirà nel giro di pochi giorni se ricomincia a bere. Qui, Frey passerà due mesi spaventosi per disintossicarsi e confrontarsi con la furia interiore che da anni lo spinge a distruggersi. E soprattutto si troverà a dover fare una scelta: accettare di non vedere mai i suoi 24 anni oppure raccogliere i rottami della propria vita e agire. In modo drastico. Circondato da pazienti in difficoltà come lui – tra cui un giudice, uno spacciatore, un campione di boxe e una fragile ex prostituta –, Frey lotterà per trovare il suo modo di affrontare le conseguenze di una vita vissuta all’estremo e per scoprire quale futuro lo stia aspettando. In un milione di piccoli pezzi è una testimonianza dura e sconvolgente che riesce in un’impresa che pochissimi grandi libri finora hanno saputo realizzare: raccontare che cosa significa veramente smettere di bere o di drogarsi, affrontare e superare le debolezze e le paure più profonde per riprendere, infine, il controllo della propria vita.
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Non tutti sanno che questo libro è stato un caso editoriale. È stato molto discusso perché l’autore inizialmente aveva venduto il suo libro come autobiografia quando in realtà molti dettagli erano stati alterati ed esasperati. Questa cosa ha scatenato un putiferio di accuse contro di lui e contro l’editore, lettori indignati perché presi in giro per aver letto cose spacciate come non vere che sono stati rimborsati dall’editore stesso.

Ora prima di parlarvi del libro volevo dire due parole su questa cosa. 
È vero che Frey ha detto di aver scritto una storia basata su esperienza personale e poi ha specificato che è solo basata su fatti reali, e non li rispecchia al 100%, ma io come lettore lo capisco. Capisco che abbia esagerato certe cose, e non mi importa se non ha fatto 87 giorni di prigione oppure 3 ore di fermo. Per me importa il succo del libro, quello che racconta, la storia terribile che ci presenta. Personalmente ho apprezzato il libro (anche se conoscevo già il putiferio scatenato) nonostante la non completa veridicità dei fatti perché ho apprezzato il messaggio che trasmette. E se anche lo avessi letto quando tutto era ancora all’oscuro di certo non avrei preteso un rimborso, perché insomma, sono libri. E sono convinta che nemmeno in quelli di storia sia tutto esatto al 100%.

Detto questo passiamo al contenuto effettivo del libro e a quello che mi ha lasciato.

L’inizio di questo libro è duro. È immediato. Scritto in prima persona con periodi brevi e parole spesso ripetute in maniera ossessiva per enfatizzare i momenti di crisi. 

Nella primissime pagine incontriamo un sacco di persone ma di nessuno ci viene dato il nome, perché lui non se lo ricorda. Non è un romanzo, non è una vera biografia. È qualcosa che sta nel mezzo ma che rende dannatamente bene l’idea delle crisi di astinenza sofferte. È la storia di un alcolista, tossicodipendente e criminale.
Si riesce a percepire il dolore, il bisogno fisico, l’impossibilità, la sconfitta. E infine la guarigione.

È la storia di un uomo a pezzi, diviso in milione di piccoli pezzi sia emotivi che fisici. 
Il corpo non regge più, la mente non regge più. 
La clinica lo fa impazzire anche più di prima. 
È solo. 
Eppure non è solo. 
I giorni passano, i mesi passano e incontra persone. Che stanno male come lui. Peggio di lui. Qualcuno ce la fa. Qualcuno no. Lui si. Con l’aiuto di Leonard anche. Ma alla fine ce la fa.

Non è un libro semplice, non è bello, non è scorrevole. È opprimente, pesante, devastante. È pieno di sofferenza eppure alla fine sai che ti ha lasciato speranza. 

È una storia esagerata? Non è tutto vero? 
Non mi importa. 
Perché se anche James stesso non ha passato esattamente quello che scrive nel libro, c’è gente a cui è successo anche di peggio. E lui bene o male ne è uscito. Lui bene o male è riuscito a scrivere un resoconto realistico di una realtà molto attuale.

Piccola curiosità su questa mia lettura: ho scoperto questo libro non perchè famoso per il polverone scatenato di cui parlavo sopra ma perchè un giorno, stalkerando sui social come faccio sempre i vips che amo, ho visto Matt Smith/alias l'11° Dottore che lo leggeva e mi aveva incuriosita tanto da comprarlo! 

6 commenti:

  1. Ciao Autumn,
    Ho letto anche io questo romanzo ed anche io ero a conoscenza del putiferio scatenato dalla sua uscita. Mi sembra che lo comprai proprio a causa dell'enorme polemica...ai tempi andavo alle medie e la nostra professoressa ce lo fece acquistare per commentare insieme l'attualità. L'iniziativa non andò a buon fine, ma il romanzo mi è rimasto nel cuore.
    Come hai detto tu, non è un romanzo facile da digerire, nè tanto meno da leggere. Ricordo molto bene la fatica che ho fatto a finirlo e le emozioni contrastanti che mi ha lasciato dentro...quasi un misto di repulsione e affetto.
    Ad ogni modo, trovo questo tuo format molto interessante, soprattutto perchè sbirciando il tuo blog ho visto che hai gusti molto simili ai miei.
    Ti seguo, un saluto

    Giulia

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    1. Ciao e benvenuta! ^_^
      Vedo che anche tu la pensi come me, l'effetto che fa questo libro è terribile, ma sono davvero soddisfatta di averlo letto perchè comunque mi ha lasciato qualcosa.
      Mi fa piacere sapere che abbiamo gusti simili, spero di confrontarmi ancora presto con te allora :)
      Fede

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  2. Ciao!!! Ho letto e recensito questo libro lo scorso anno. Mi sono sparata la lettura ad agosto 2016, al mare, andando controcorrente a quelli che: "in spiaggia si devono leggere libri leggeri."
    Un pugno allo stomaco... ecco come considero io questa lettura. E non so se sia la sua vera esperienza, se lo sia al 10% o al 90% ma quello che so è che ha saputo, attraverso le parole, farmi provare ogni singola emozione che ha descritto; ogni astinenza, ogni scazzottata, ogni delirio, ogni risalita. Ho provato tutto! Ed è quello che mi aspetto da una lettura simile!!! :)

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    1. Beh Dany, non è molto da ombrellone questo libro XD
      Però la penso come te, non mi importa quanto sia vero perchè per me lo è stato eccome nel leggerlo! E lui è davvero bravo a trasmettere queste emozioni così diverse ma tangibili, anche se di certo non è facile da digerire.
      Sto leggendo un altro suo libro ora, spero di finirlo a breve! ;)

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  3. Wow!
    Sembra davvero da non perderselo!

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    1. E' una lettura molto particolare, secondo me merita davvero!

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