giovedì 2 novembre 2017

L'UOMO IN FUGA - Stephen King

Da troppo tempo non leggevo un libro di Stephen King, forse non lo sapete ma ho la casa piena di libri suoi e per un certo periodo ne ho letti diversi uno dietro all’altro. Quando mi son imbattuta per caso in questo suo libro, originariamente pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman (di suo avevo letto solo “L’occhio del male” milioni di anni fa), non ho potuto fare a meno di buttarmici a capofitto! E mi è piaciuto tanto!

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Titolo: L’uomo in fuga
Autore: Stephen King (Richard Bachman)
Editore: Sperling & Kupfer (Pickwick)
Pagine: 258
Trama: Ben Richards decide di partecipare alle selezioni per "L'Uomo in fuga", un sadico e famosissimo show televisivo in cui il protagonista, braccato dai cacciatori della Rete e da chiunque lo riconosca, guadagna cento dollari per ogni ora di sopravvivenza e, se è fortunato ed è ancora vivo allo scadere dei trenta giorni concessigli, un miliardo di dollari. Ben, che vuole quei soldi per curare la figlia malata, supera le selezioni... Stephen King pubblicò questo romanzo, e altri quattro titoli, con lo pseudonimo di Richard Bachman.




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Ben Richards è un uomo che ha bisogno di soldi, sua figlia sta male e lui ha un disperato bisogno di soldi per poterla aiutare cercando di evitare che sua moglie si venda per pochi spiccioli. L’unico modo che ha un uomo come lui di guadagnare qualcosa è provare a partecipare ai Giochi.
Avvicinandosi, il Games Building diventava più grande, sempre più improbabile, con le sue file impersonali di finestre da ufficio, i muri di pietra lucida. I poliziotti lo tenevano d'occhio, pronti a farlo circolare o a picchiarlo se l'avessero visto bighellonare. Nei quartieri alti, un uomo in pantaloni grigi, sformati, capelli tagliati a scodella, occhi infossati, ci veniva con un solo scopo. I Giochi.

Una volta che ti offri volontario per i Giochi vieni esaminato, studiato, pesato e viene deciso per quale gioco sei adatto; ci sono tanti game-show e Ben sembra essere il concorrente perfetto per uno dei giochi più pericolosi di tutti ma anche uno di quelli più remunerativi: L’uomo in fuga. Riuscirà Ben a vincere? O finirà ammazzato come tutti altri prima di lui?
«Credo che ci abbiano riservato i giochi più ricchi. Quelli dove non si limitano a mandarti all'ospedale con un infarto, o a cavarti un occhio, o a tagliarti un braccio o due. Quelli dove ti ammazzano. I programmi di massimo gradimento.»

Non sono riuscita a staccarmi da questo libro, in due giorni l’ho divorato. Lo stile è leggermente più scarno dei soliti lavori di King, ma scorre bene, i capitoli corti (io amo i capitoli corti) con il conto alla rovescia (partono da 101 e arrivano a 000) aiutano a velocizzare la lettura e soprattutto aumentano l’ansia che più si va avanti più si fa pressante.

Sebbene il romanzo sia stato pubblicato per la prima volta nel 1982 tratta temi molto attuali e rientra in quel genere distopico che ora va molto di moda ma che allora forse era considerato mera fantascienza.

La storia è infatti ambientata nel 2025, in un’America dove il genere umano è sostanzialmente diviso tra quelli molto ricchi e quelli molto poveri, dove i più disperati provano a racimolare qualche soldo partecipando a questi Giochi. 
La tri-vu è l’unica verità che la gente conosce, i libri non esistono praticamente più, motivo per cui questi Giochi sono così seguiti e popolari, sia tra i poveri che tra i ricchi. Per chi conosce un minimo il genere distopico (non mi riferisco ai libri distopici pubblicati in questi ultimi anni ma a quelli cardine del genere come Fahrenheit 451, 1984, Il mondo nuovo..) questa della tv come unica via è una di quelle caratteristiche fondamentali, ma King di suo ci aggiunge la suspense della caccia, l’ansia della fuga di Ben, questo personaggio che risulta piuttosto antipatico ma molto realistico per l’ambiente in cui vive, non ancora spezzato dalla miserabile vita che vive ma abbastanza disperato per rischiare.
  
Ben è un uomo che non ha molte possibilità nella vita, che fa quello che può per aiutare sua figlia, pure rischiare la sua stessa vita, perché si sa che con L’uomo in fuga non ci sono troppe probabilità di sopravvivenza, è il bello del gioco. Ma nel momento in cui entra nel vivo della sfida capisce che non è solo per i soldi che ora lotta, perché più si addentra nel mondo scintillante dei ricchi più capisce che c’è qualcosa di cui tutti i cittadini vengono tenuti all’oscuro, l’abolizione della carta a favore della tri-vu aiuta a mantenere nascoste certe informazioni che i cittadini non devono sapere e lui "nel suo piccolo momento di gloria" vorrebbe aprire gli occhi al mondo. Ma la gente, i ricchi soprattutto, non hanno interesse a sentire queste cose, credono a tutto quello che gli viene detto e mostrato dalla tri-vu, perchè mai dovrebbero dare ascolto a un criminale? Se ci si sofferma su questo mondo è terribile, e lo è ancora di più se si pensa che ai giorni nostri è più o meno così. 

Ma grazie alla sua intelligenza e astuzia sarà uno dei giocatori più longevi del gioco, l’adrenalina crescerà sempre di più fino ai capitoli finali, forse un pochino prevedibili, che lasciano la storia quasi in sospeso; non è una vera e propria fine, ma lascia immaginare perfettamente come le cose non cambieranno mai.

Una lettura che consiglio a chi ama questo genere di libri, dove per una volta i protagonisti non sono ragazzini (Ben ha infatti 28 anni) e dove il lieto fine non è così scontato o necessario, anzi è piuttosto incerto e crudo come finale, proprio come la realtà.

2 commenti:

  1. Ciao!
    Ci credi che non abbia mai letto un libro di King :( Devo rimediare!

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    1. Ciao! :)
      Se non hai mai letto nulla ti consiglio di iniziare da Shining, anche se hai già visto il film perchè nonostante conoscessi la storia del film ho amato tanto il libro! Anche se il primo di King che ho letto è Salem's Lot (se ti piacciono i vampiri...)

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