mercoledì 11 ottobre 2017

BLACK FRIARS - L'ORDINE DELLA CROCE - Virginia de Winter

Avete presente quando trovate la chiave di lettura di un libro? Quando trovate quel dettaglio che vi fa vedere la storia con occhi diversi? Ecco. A me è successo con questa serie, in particolare con L’ordine della Croce. Già amavo la storia e il mondo creato da Virginia, ma quando ho scoperto che tutta la serie si basa su una canzone specifica, di un gruppo che io amo tantissimo, il libro in questione diventa una perla, in questo caso una perla oscura e raffinata. Dopo questa scoperta credo di aver raggiunto livelli di fangirl impressionanti, ovviamente nello scrivere queste parole ho come sottofondo la suddetta canzone dei Nigthwish. 

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Titolo:  L’ordine della Croce – Black Friars #3
Autore: Virginia de Winter
Editore: Fazi Editore
Pagine: 517
Trama: La Vecchia Capitale non ha pace. Scossa dai tumulti del Presidio, avvelenata dai malefici di Belladore de Lanchale, l'antica città dovrà ora affrontare un nemico senza eguali. L'ultima erede della dinastia Blackmore, garante della tregua con le creature del Presidio, è stata ritrovata, ma le malvagie entità accetteranno che sia proprio la giovane Sophia a custodire un armistizio suggellato dalla sua antenata migliaia di anni prima? Le forze del male hanno destato dal suo riposo l'Ordine della Croce e i cavalieri sono pronti a imbracciare le mitologiche spade per difendere il genere umano dalla minaccia delle nebbie demoniache. Intanto, ancora ignara del pericolo, Eloise Weiss è alle prese con il misterioso ritrovamento dello scheletro di uno studente dell'Università. Questa volta i suoi poteri di Evocatrice sono vani, ma grazie alle sole conoscenze mediche giunge a una verità inquietante: le ossa rinvenute sono le chiavi di uno scrigno che sigilla i segreti più oscuri della Vecchia Capitale, segreti di personaggi potenti disposti a tutto perché non siano svelati. Eppure, come in un labirinto di delitti e apparizioni dal passato, ogni filo di questa storia passionale e avvincente sembra destinato a ricongiungersi.
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Questo libro e tutti i suoi personaggi mi hanno accompagnata per diversi giorni nell’ultimo capitolo della serie dedicata a Black Friars. 
Come nei libri precedenti ancora una volta il Presidio è il pericolo maggiore per l’intero continente, anzi qui è più attivo e incontenibile che mai. I nostri oramai noti protagonisti dovranno unire le forze per indagare e scavare nel passato cercando di capire cosa è successo davvero la notte della Rivolta, perché tutto quello che sta accendendo ora nel presente sembra avere origine da quella infausta nottata. 
Mai come nella Croce l'assenza di Clarisse Granville è percepita così reale  e sarà fondamentale anche andare ancora più indietro nel tempo e capire come la Dea del Vento avesse fatto a confinare il Presidio nella famosa Tregua. Un intesto tuffo nel passato insomma.
Figure fondamentali per combattere stavolta saranno Eloise con i suoi potere di Evocatrice e Sophia in quanto ultima erede di Blackmore e garante della Tregua. Non mancheranno però i vari componenti dell’ordine della Spada e di quello della Croce, affiancati da cinque figuri mascherati che contribuiranno alla lotta per sconfiggere il nemico. E ovviamente ci sono sempre loro, i vampiri Blackmore che io amo tanto (sì ho un debole non tanto celato sia per Ashton che per Cain).

Finalmente il mistero che era iniziato nella Spada e che nel corso degli altri libri si era infittito qui giunge alla risoluzione, tutto sarà chiaro, e attenzione, mi ricordavo tutto dei libri precedenti e non si sono persa nulla! È davvero una storia intrigante, affascinante e raffinata, complessa forse per tutti i fatti e i personaggi che la compongono, ma quando arrivi alla fine tutto è completo, si ha come un senso di chiusura perfetto. Una fine adeguata.  
È un libro dove si percepisce l’amore e l’amicizia dei protagonisti, e l'invidia e avidità di potere dei i nemici, che sono piuttosto spaventosi. È un fantasy particolare, che unisce un sacco di elementi cupi e oscuri che mi hanno fatta sognare, una storia poetica che ha una bellezza eterea ed eterna. Mi sono sentita trasportare in un mondo che oramai è casa e ora che devo abbandonarlo sento la nostalgia che cresce. Mi sono innamorata di tutti loro, mi mancano già.

Ho letto questo libro con calma, senza fretta. Trovo che non sia un genere adatto a tutti, anche lo stile, seppure semplificato rispetto ai primi, mi rendo conto possa essere un po’ ostico perché di certo non è semplice e nemmeno scorrevole come altri libri. Ma a me è piaciuto tanto e lo trovo adatto al tipo di storia narrata; descrizioni e ambientazioni molto realistiche, personaggi caratterizzati alla perfezione, il tutto spesso contornato da un’ironia tipica di Virginia, che personalmente amo. Non sono mancati poi i riferimenti ad Harry Potter -vedi cap 6- così come dice anche lei nei ringraziamenti (sì io leggo sempre i ringraziamenti degli autori, li trovo molto istruttivi).

In generale è una serie che ho apprezzato sempre di più nel procedere con la lettura e che consiglio a chi vuole una storia fantasy che non sia banale, dove i personaggi si percepiscono vividamente e dove le vicende sono intricate ma ben sviluppate fino alla fine. Non mancano poi i riferimenti a quelle fiabe che tutti conosciamo ma che qui hanno un che di macabro e raccapricciante tanto da averne i brividi, fiabe già incontrate nell’Ordine della Chiave. Come dicevo sopra amo l’intrinseco collegamento di tutti e quattro i volumi e chissà che un giorno possa rileggerli nonostante sia allergica alle riletture.

Ho sottolineato talmente tante cose che non saprei nemmeno quali citare. Magari ci farò un post più avanti con tutte le citazioni migliori anche perché se no questa recensione diventerebbe infinita e credo di aver già parlato anche troppo.

Non mi resta che lasciarvi (e lasciare la serie) con questi versi dei Nightwish, che sono alla base di tutto. Così come tantissime altre canzoni loro che rispecchiano per ambientazioni, melodie e temi questa bellissima serie fantasy.

Oh, do you care, I still feel for you
So aware, What should be lost is there

6 commenti:

  1. "Lasciare la serie" è una cosa che costa sempre molto, soprattutto se ricca di personaggi che ti restano nel cuore. Ho finito qualche anno fa la saga "Black Friars" e ancora rimpiango Ashton e tutti i Vandemberg. Da lettrice "seriale" dovrei essermi abituata ormai a questi addii letterari, ma non accade mai.
    Mi è piaciuta l'osservazione che hai fatto sul peso dell'assenza di Clarisse, è una cosa che non avevo notato adeguatamente, ma ha proprio ragione a riguardo.
    Non ti resta che leggere "Le soglie del buio" e consolarti un po'! :)

    Angie

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    1. Eh l'ultimo libro è sempre il più difficile da abbandonare XD
      So che ho la novella ancora ma per ora la tengo in sospeso un attimo... per avere la scusa di tornare sulla serie ^_^
      Clarisse come personaggio mi ha incuriosita tanto, però non è mai stata davvero presente per cui l'ho percepita assente. Bellissimi libri davvero <3

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  2. Prima o poi la riprenderò, lo so!

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    1. Tu sai che appena questa cosa accadrà dovrai scrivermi ASSOLUTAMENTE!

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  3. vorrei proprio leggere questa serie ma ne ho talmente tante aperte da concludere che non me la sento di iniziare una nuova avventura. Spero vivamente che l'anno prossimo sia quello buono!!

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    1. Eh a chi lo dici! Pure io sono incasinatissima con le serie in corso, ma questa mi ha talmente conquistata che l'ho terminata in poco tempo! Te la consiglio assolutamente e spero che l'anno prossimo sia l'anno buono per conoscerla! ^_^

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