lunedì 17 luglio 2017

SPIETATI GENTILUOMINI - Ginn Hale

Avete presente quando leggete un libro che vi ha talmente coinvolti da non sapere da dove iniziare a parlarne? Sì, ultimamente mi sta succedendo troppo spesso questa cose, leggo un libro che mi piace tanto e quando è ora di parlarne non so come fare. È un libro di cui posso dire poco senza fare spoiler e cercare di riportare al meglio le atmosfere sarà davvero dura.

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Titolo:  Spietati gentiluomini
Autore: Ginn Hale
Editore: Triskell Edizioni
Pagine: 219
Trama: Belimai Sykes è molte cose. È un prodigo, il discendente di antichi diavoli, una creatura di oscure tentazioni e rari poteri. È anche un uomo con un passato brutale e una pericolosa dipendenza.
E Belimai Sykes è l’unico uomo a cui il capitano William Harper può rivolgersi quando deve affrontare una serie di sanguinosi omicidi.
Il signor Sykes, però, non lavora gratuitamente e il prezzo della sua frequentazione costerà al capitano Harper ben più della propria reputazione.
Dai palazzi sontuosi dei nobili, dove la vivisezione e la stregoneria sono celati da una patina dorata, ai quartieri malsani dei Bassinferi, il capitano Harper deve combattere per la giustizia e per la propria vita.
Ha molti nemici e il suo unico alleato è un diavolo che conosce fin troppo bene. Sono questi i pericoli che si incontrano quando si ha a che fare con gli spietati.
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Appena ho chiuso il kindle e letto l’ultima parola di questa storia ho avuto l’impressione di essermi appena svegliata da un sogno, un sogno fatto di notte e di segreti, dove tutto è celato eppure ti senti come a casa. 
Sin dalla prima frase mi sono ritrovata in questo mondo fantasy dove Prodighi e Umani convivono. Non è la prima volta che mi imbatto in storie di Diavoli e Inquisitori ma di certo questa è una di quelle più affascinanti e intriganti, tutto è permeato dalla tipica oscurità dall’Inghilterra vittoriana eppure di fondo c’è sempre una sorta di speranza e raffinatezza che ti attira e ti “costringe” a continuare la lettura.

All’inizio del libro ci si imbatte in un’indagine, il Capitano Harper che va a cercare aiuto dal prodigo Belimai per ritrovare la sorella scomparsa mi ha ricordato tantissimo l’inizio delle storie di Sherlock Holmes. Il tocco di giallo però è subito affiancato dal fantasy; nella Londra cupa e pericolosa che ci viene descritta gli uomini dell’Inquisizione tengono costantemente sotto controllo i prodighi, ossia i discendenti di quei diavoli antichi da cui hanno ereditato poteri oscuri.

Belimai è appunto uno di quei diavoli, è un prodigo sconfitto dalla vita e dal suo doloroso passato da cui ha ereditato tante cicatrici e una pericolosa dipendenza, che non capisce per quale motivo il Capitano Harper decida di affidarsi proprio a lui per chiedere aiuto. Ma se Harper è disposto a pagare bene perché dire di no? Eppure questa ricerca li porterà ad affacciarsi su una serie di brutali omicidi e rituali al limite della stregoneria, questa loro frequentazione rischia davvero di diventare una lotta per la sopravvivenza di entrambi…

Ho davvero apprezzato la storia di Belimai e William, un racconto fantasy dai toni cupi e dark, con una base di mistero che a tratti diventa quasi splatter senza mai essere volgare o brutaleci sono anche diversi riferimenti alla Bibbia, ai diavoli e ai santi ma non cade mai nella blasfemia, anzi è un argomento trattato in modo ottimale, affascina senza infastidire mai, tutto è sempre descritto in maniera semplice ma intrigante, a partire dall’ambientazione fino ai personaggi senza mai strafare con la quantità di parole lasciando molto alla fantasia del lettore.

Belimai non è bello fisicamente, ha le unghie nere e la pelle diafana, è pieno di cicatrici e di certo non è piacevole da guardare, ma è affascinante e rassicurante a suo modo, anche se da anni oramai conta solo su sè stesso e sulla sua dipendenza, cercando di non legarsi più del necessario a nessuno, cercando sempre di rimanere nei limiti della legalità di questo mondo non può fare a meno di essere incuriosito dalla richiesta di aiuto che gli viene fatta.

Harper invece è un capitano dell'Inquisizione che sembra aver perso alcune delle sue sicurezze, da quando la sorella è sparita poi si imbatte in situazioni che mai avrebbe creduto possibile conoscere, dovrà rendersi conto che le sue convinzioni non sono così solide come pensava, gli Umani sono quasi peggio di quei Diavoli da cui tutti sono spaventati.

Loro due insieme sono un’accoppiata che a prima vista sembra proprio male assortita, invece i loro scambi di battute e le loro azioni confermano che insieme funzionano davvero bene e si aiuteranno molto di più di quello che entrambi avrebbero pensato all’inizio
Ovviamente c'è anche la parte di storia m/m che però è solo accennata, nulla di troppo esplicito o volgare, completa il quadro alla perfezione però se ci fosse stata qualche scena in più non mi sarei lamentata di certo (se leggete i ringraziamenti l'autrice dice che in una buona lettura possono coesistere sia buona grammatica che scene piccanti, ecco qui la buona grammatica c'è le scene piccanti scarseggiano un pochino però!).

«Signor Sykes.» Il capitano Harper si sporse più vicino. Sentivo il forte odore di birra sulle sue labbra. «Non lasciatevi ingannare dal colletto da prete. Noi dell’Inquisizione danziamo con i diavoli più spesso della maggior parte delle puttane nei Bassinferi.» «Bene, se avrò bisogno di un compagno, forse vi cercherò, capitano Harper.»

Credo che non sia un libro adatto a tutti, però è una storia imperdibile per chi come me ama queste ambientazioni vittoriane con misteri e creature demoniache, dove la linea di demarcazione tra sacro e profano è molto sottile così come la differenza tra santi e diavoli, dove la giustizia a volte non basta e la vendetta sembra essere l’unica via. 

Questa è una storia che si svela piano piano, che lascia molto spazio all'immaginazione e all'interpretazione personale dove non tutte le cose vengono spiegate o approfondite dall'autrice ma spetta al lettore scegliere cosa pensare.

Ma la giustizia non prevaleva. Lottava, annaspava, poi annegava nell’oblio.

È davvero finito troppo alla svelta, però il finale è soddisfacente e per una volta sono riuscita a leggere un libro autoconclusivo senza incappare in una serie, cosa che ultimamente mi sta capitando troppo spesso. 
L'unica cosa che non ho molto gradito sono copertina e titolo (anche originali), non li trovo troppo adatti alla storia che presentano, ma quello non ha certo influito sul giudizio finale.

4 commenti:

  1. Questo è uno di quei libri per cui dici: ma dov'era? Perchè non sapevo che esistesse?
    Ecco, è uno di quei libri che bisogna assolutamente leggere se si ama il vittoriano e il fantasy, poco importa che sia un MM, perchè è un magnifico MM, scritto bene ed elegantemente reso. Bellissima recensione, DamenA <3

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    1. Meno male che ci sei tu che mi fai scoprire certi libri, tesorino <3
      Qui di MM c'è davvero poco, anche se forse noi abbiamo standard un po' troppo elevati... però è sempre bello leggere con te LaurentA!

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  2. Ciao! Sono davvero contento che abbiano portato questo libro anche da noi e, soprattutto, che ti sia piaciuto! Io l'ho letto anni fa e mi era piaciuto tantissimo! :)

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    1. Ciao :)
      È stata davvero una lettura interessante, è un libro che finisce troppo alla svelta ma che merita tanto!

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