giovedì 13 luglio 2017

A GATHERING OF SHADOWS - V.E.Schwab

Ho appena terminato il libro e attualmente non so da dove cominciare a parlarne perché leggerlo è stata davvero un’avventura, ho provato ogni emozione possibile e soprattutto il cliffhanger finale è una di quelle cose che argh...! Giuro, io amo Victoria Schwab. E lei sta diventando la mia droga.

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Titolo:  A gathering of shadows  
Autore: V.E.Schwab
Editore: Titan books
Pagine: 513
Trama: Kell is plagued by his guilt. Restless, and having given up smuggling, he is visited by dreams of ominous magical events, waking only to think of Lila. As Red London prepares for the Element Games - an extravagant international competition of magic - a certain pirate ship draws closer. But another London is coming back to life, a shadow that was gone in the night reappears in the morning. Black London has risen again - and so to keep magic's balance, another London must fall.




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Se il primo libro ci concedeva un finale ammissibile questo no, qui alla fine non ci credi che possa essere finito così, sul più bello. Eppure è così. Ma partiamo dall’inizio.

Alla fine di A darker shade of magic (recensione QUI) Lila ha voltato le spalle a Kell per cercare la sua libertà. Sicuramente le cose che hanno vissuto insieme li hanno cambiati, tutti sono cambiati. All’inizio di questo libro troviamo Lila su una nave pirata, ha finalmente trovato la sua strada, la libertà tanto agognata è nelle sue mani. Ma prima o poi ogni nave deve fare porto. E lei dovrà fronteggiare quello che si è lasciata alle spalle, cercando nel frattempo di scoprire chi sia in realtà.


Rhy tende sempre più all’autodistruzione, troppo provato da quello che gli è successo durante la Notte Nera, da allora è quasi fuori controllo, non è più bilanciato e il suo rapporto col fratello è come vacillante.

E poi c’è Kell, ovviamente. Se prima si sentiva un oggetto nelle mani dei sovrani di Red London, ora aumenta la sensazione di essere solo un prigioniero, importante ma pur sempre un sorvegliato speciale, da quando Lila se n’è andata non fa altro che vederla ovunque e non fa altro che allenarsi per diventare più forte, mettendo da parte Rhy e il loro rapporto inevitabilmente cambiato dopo quella sera. 

Tutti e tre sono rimasti segnati da quella Black Night, ne portano le cicatrici addosso (in particolare Kell e Rhy), sembrano non essere più in grado di affrontarsi, sembrano essere divisi invece che uniti, il legame che condividono sembra sempre di più una condanna che una salvezza.

What was happening to them? They’d never been cruel to each other before. But pain and pleasure weren’t the only things that seemed to transfer with the bond. Fear, annoyance, anger: all plucked at the binding spell, reverberating between them, amplifying. Rhy had always been fickle, but now Kell felt his brother’s ever-shifting temperament, the constant oscillation, and it was maddening. Space meant nothing. They could be standing side by side or Londons apart. There was no escape. More and more, the bond felt like a chain.



Ma attorno a questi personaggi già noti ci saranno delle interessantissime new entry, come l’affascinante e misterioso pirata Alucard Emery, un uomo che nasconde molti segreti, tanti quanto Lila come minimo, e che è inevitabilmente collegato al destino di Red London e non solo (anche se qui le altre Londre si vedono poco credo che avranno un’importanza fondamentale nel prossimo volume).

A differenza del primo libro ci sono meno viaggi tra i mondi e predomina Red London ma c’è sempre e comunque tanta magia, ovunque. Addirittura qua troviamo un torneo di magia che è una delle parti più belle del libro (oddio, in effetti non c’è una frase di questo libro che non sia bella, ho evidenziato di ogni davvero), ma ognuno di loro si trova sempre a fronteggiare la magia. 
È un libro che gronda di magia ed è spettacolare.

Magic is tangled, so you must be smooth. Magic is wild, so you must be tame. Magic is chaos, so you must be calm.

Se la prima parte del libro ci aiuta a entrare meglio nella testa dei personaggi e sembra tutto un po’ lento, dalla seconda metà in poi la narrazione decolla, si susseguono colpi di scena e rivelazioni che hanno sconvolto un po’ le ship che mi ero fatta, ma che ho apprezzato tantissimo e tutta la seconda parte (soprattutto nel finale) si finisce in un lampo fino ad arrivare a quel maledetto finale interrotto.

Come sempre lo stile della Schwab non è banale eppure è molto immediato, con parole tutto sommato semplici descrive un mondo di ombre e di magia in modo spaventoso ma innegabilmente affascinante, oramai amo davvero tanto questo suo modo di scrivere. Ho trovato e provato di tutto in questo libro, l’amore e l’attrazione, la sofferenza e la disperazione, l’angoscia e la paura. Ci sono lotte per la salvezza di mondi interi, lotte per la conquista della propria libertà (o quantomeno dell’illusione di libertà), lotte per la conquista del potere (credo che questo punto verrà approfondito di più nel terzo libro).
 
I personaggi sono talmente vividi da sembrare reali, già amavo Kell e Lila, che mi hanno fatto venire l’ansia col loro rincorrersi e fronteggiarsi costantemente, ma qui ho imparato ad amare anche Rhy un po’ snobbato nel primo, e poi non potuto far altro che restare affascinata dal pirata Alucard e dalla sua ship… di cui per ovvie ragioni non parlerò assolutamente!

Quando in un libro provo tutte queste sensazioni, quando mi affeziono tanto ai personaggi e ai luoghi descritti, quando non riesco ad uscire da quella storia è perché ne sono rimasta conquistata. Mi manca il capitolo finale ma posso assolutamente dire che sia una delle più belle trilogie mai lette. Non so se verrà mai tradotta in italiano ma sicuramente in inglese merita tantissimo, sono molto orgogliosa di me stessa per aver letto i libri in inglese e sono sicura che prima o poi me li prenderò anche cartacei!

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