martedì 30 maggio 2017

ERA TE CHE CERCAVO - Pedro Chagas Freitas

Buongiorno! Oggi parte il Review Party di un libro molto interessante uscito da pochissimi giorni edito da Garzanti!


 

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Titolo: Era te che cercavo
Autore: Pedro Chagas Freitas
Editore: Garzanti
Pagine: 160
Trama: Stai attento a quello che desideri. Potrebbe trasformarsi nel tuo peggiore incubo.
 
La pioggia si abbatte incessante sulla città nel caos dell’ora di punta. Sotto una coltre grigio scuro, Carlos, inzuppato da capo a piedi, sta scattando fotografie. Con un clic cerca di catturare l’anima delle persone nell’irripetibilità di pochi istanti.
All’improvviso, si accorge che l’obiettivo della sua reflex si posa con insistenza su una donna. Un attimo di smarrimento. Poi, con gli occhi carichi di inquietudine e le mani tremanti, mette a fuoco l’immagine. È lei. Sempre lei. La donna che misteriosamente compare in tutte le sue fotografie. La donna che silenziosa lo segue ovunque come un’ombra scura. O almeno lui crede che lo segua. Perché da un po’ di tempo a questa parte, da quando si è reso conto che il suo matrimonio è diventato una prigione e sua moglie non è più la donna che ha sposato, la sensazione di essere osservato da lontano non lo abbandona mai. Forse sta solo perdendo la testa. Sta diventando incapace di distinguere realtà e finzione, un confine labile che si fa sempre più sottile nei contorni sfumati di un’istantanea. Eppure, qualcosa gli dice che non è solo suggestione. È quasi sicuro che lei sia sempre lì, lo osservi con attenzione, guidi i suoi gesti e le sue azioni. Ma cosa vuole questa donna misteriosa, che si è insinuata nella sua vita facendo crollare anche le poche certezze rimaste? Perché ha scelto proprio lui?
Quando comincia a ricevere messaggi enigmatici che riecheggiano minacciosi nella sua testa, Carlos non ha più dubbi: deve andare a cercarla, costi quel che costi.
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Questo romanzo è un illusione, è una storia d’amore e una ricerca dell’amore. È una ricerca ossessiva, ansiosa, non esiste altro per Carlos che cercare lei. La donna dell’amore che non conosce, che non ha mai visto, che non ha idea di chi sia. Sa solo che c’è. E ci sono gli indizi. Quegli indizi che lo porteranno alla folle e instancabile ricerca di lei, di quella donna che vede in tutte le altre donne, del suo amore, di quella LEI che non c’è e che eppure è così presente.
 È lei, è sempre lei. Ovunque guardi, ovunque vada. Chiunque fotografi. È lei. È sempre lei. Il viso di lei, i suoi lineamenti, il suo portamento. E la sento parlare. E so esattamente come parla, e conosco esattamente il suo tono di voce, ogni pausa, ogni smorfia, ogni istante in cui si ferma a pensare e ogni istante in cui si ferma a sorridere. E chi si ferma sono io. Sono io che, nel vederla in ogni spazio da riempire nei miei occhi (e cos’altro sono gli occhi se non spazi da riempire, spazi sempre da riempire?), non mi fermo. Continuo a incontrarla. E non so come fare a sfuggirle (come si sfugge a quel che abbiamo negli occhi? Come si sfugge da quel che non si può eliminare, che non è altro che un pensiero dentro la testa? Come si sfugge a quel che non esiste? Come si mette fine a quel che non è mai iniziato?), non so come fare a sfuggire a me stesso.

Con uno stile al limite dell’angoscia, con periodi brevi, tante ripetizioni, diverse onomatopee, e tante parentesi, l’autore non ci racconta fatti, ma ci racconta i pensieri del protagonista, siamo dentro alla testa di Carlos, siamo Carlos. 

Non è facile capire lo svolgimento della storia, non ci sono fatti veri e propri, ci sono pensieri. Stiamo pensando come lui, con ragionamenti ingarbugliati, spesso filosofici, molto intimi a tratti, e attraverso i suoi occhi e le sue parole vediamo questa ricerca disperata che intraprende per trovare LEI. Il suo amore.

Ma questa ricerca, che rasenta i limiti della pazzia, potrebbe portarlo a scoprire qualcosa che aveva dimenticato, qualche fatto del suo passato che sembra aver voluto dimenticare, preferendo vivere l’illusione della vita che ha.

Questa è un libro che parla di amore, un amore sconosciuto, un amore vero, un amore forte, un amore proibito, un amore contraddetto, un amore inesistente. Ha una sorta di malinconia di fondo, sempre presente, che rende la storia ancora più sofferta, ancora più angosciante. 

E la fine non è una fine. Conclude la storia eppure la lascia incompleta. E' un finale ambiguo. Non sai bene cosa hai letto una volta finito, una fine che ti lascia inebetito.



Non mi ha convinta totalmente questo libro, perché di base non c’è un vero e proprio svolgimento dei fatti, io non amo troppo i libri così e la fine mi ha lasciata davvero.... perplessa. 

Di certo è una lettura che fa riflettere sulla vita, che non ruba troppo tempo perché è breve e scorrevole, che merita un’occasione (anche perchè magari lo capite meglio di me, il finale!).

4 commenti:

  1. Non convince neanche me questo libro, per lo stesso tuo motivo, cioè per la mancanza di fatti veri e propri. Non amo letture del genere. Però mi hai incuriosita sul finale, mannaggia xD vorrei leggerlo solo per quello :)

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    1. Guarda, la trama era tanto bella... e poi in realtà mi ha lasciato un po' delusa... credo che questo autore non faccia per me!! XD

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  2. Questo autore non mi ha mai ispirata, l'ho sempre trovato... "inconsistente", ecco.
    Pur avendo a prima vista quei requisiti che ogni tanto mi piace trovare in un libro come discorsi pseudo-filosofici e poetici sull'amore, alla fine per me è sempre stato un "meh".

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    1. Io non lo conoscevo come autore, la trama era interessante effettivamente (son bravi eh a fare le trame interessanti), ma ho scoperto che non fa per me e credo che non leggerò altro di suo. Per fortuna era una lettura breve! ;)

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